Cattiva maestra televisione-Karl Popper

Ho pescato dalla mia libreria questo saggio: numero di pagine molto ridotto, circa 120. Il destinatario della critica del filosofo ed epistemologo viennese risulta chiara sin dal titolo. Il saggio è curato da Giancarlo Bosetti, che introduce il testo di Popper con il paragrafo “Dal villaggio all’asilo d’infanzia (globale)” , ricco di riferimenti storici e bibliografici. Attraverso questo saggio, Popper lancia il suo allarme muovendo un’aspra critica contro la funzione palesemente anti-pedagogica dei media, in particolare del mezzo televisivo. Ma è forse colpa dei bambini se le immagini che assimilano in maniera passiva finiscono per diventare la loro unica, distorta visione della realtà? In merito a questo, Popper fa appello alle varie formazioni sociali -in primis famiglia e scuola-, incitandoli ad un più rigido controllo sull’uso della tv da parte della propria prole. Se è evidente che il mezzo televisivo -nato per il mercato, e non per scopi educativi- non è destinato a scomparire,l’unica risposta alla sua invadenza è quella di educare alla selezione dei programmi da seguire. Il saggio, passando per Mc Luhan e Stuart Mill, dona al lettore ottimi spunti di riflessione sui benefici -pochi e superflui- e i potenziali rischi della nostra compagna televisione, ladra di tempo e serva infedele.

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