Ognuno potrebbe- Michele Serra

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Vi chiedete se è possibile perdersi? Certo che lo è. Succede a tutti, anche a Giulio. Un ragazzo che rappresenta una stonatura nella cornice di una società che, tra egòfoni e strane malattie moderne come la sindrome dello Sguardo Basso, cerca di stare al passo con la modernità. Lui non cerca di stare al passo con il moderno, non vive di selfie, di messaggi non letti su whatsapp, non vive per stare in vetrina (tendenza piuttosto comune ai nostri giorni), anzi cerca di passare inosservato, ignorato, ma più ci prova e più risalta la sua diversità. Giulio si sente fuori luogo, fuori tempo, non si sente a proprio agio se non nella sua utilitaria in compagnia del rock dei Kings of Leon. Quello che maggiormente ha catturato la mia attenzione su questo personaggio, è la sua sensibilità fuori dal comune: il fatto che egli riesca a vedere oltre, lo rende imperfetto in qualsiasi circostanza si trovi. Non trova se stesso ingombrante, piuttosto trova ingombranti gli altri, troppo occupati a predominare, a farsi spazio per aggiudicarsi un posto nel mondo, che sia in quello reale o in quello virtuale poco importa. “Ognuno potrebbe”, è una sintesi perfetta e ironica delle contraddizioni, delle lacune che contrassegnano la società contemporanea. C’è chi l’ha trovato solo un romanzo pessimista, pieno zeppo di  una serie di negatività, ma leggendolo ho avuto modo di farmi un’opinione personale. La presenza di una certa carica di pessimismo (che non nego) non implica necessariamente il fatto che sia privo di valore, tutt’altro: è il suo pessimismo a dar valore al racconto, è un libro che mostra senza censure la debolezza della struttura di una società moderna come la nostra, ne denuncia le esigenze, mostra quello che siamo ,soprattutto quello che a causa di una molteplicità di fattori -tra i quali le nuove tecnologie- siamo diventati. Mostra gli effetti di un’inefficienza politica corrotta che ha spinto con le sue forze un Paese nel baratro della povertà, e una cittadinanza addormentata, alla quale non importa se il pane oggi manca a tavola, è più importante procurarsi i soldi per andar a vedersi la partita di calcio, è più importante la ricarica telefonica per continuare a navigare sul web, chattare, postare, linkare. Cittadinanza dormiente. Ma Giulio è sveglio e vede tutto questo. No, non lo vede, lo percepisce. La storia è bella, ma ancor più bello è il modo in cui Serra è riuscito a tessere una trama coinvolgente e scorrevole, introducendo la denuncia sociale senza privare il lettore di momenti di leggerezza e ironia. Quindi sostengo che, chi trova solo del pessimismo, non abbia colto il vero significato dei messaggi che l’autore vuole far passare attraverso il suo racconto.

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2 commenti

  1. Da quando è in libreria in promozione sono combattuta tra prenderlo o non prenderlo… e tra tutti i commenti letti a riguardo il tuo è quello che più mi ha convinta: lo prendo 🙂

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