Il dardo e la rosa- Jacqueline Carey

ildardoelarosa

Oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha cambiata, che si è insinuato in me con la stessa lentezza di un pugnale che affonda nella pelle. Vale la pena perdere un paio di minuti per leggere ciò che ho da dire a riguardo. Parto dalla doverosa premessa di fondo: è il primo fantasy in cui mi cimento, non ché la mia prima trilogia. “Il dardo e la rosa” è il primo, a cui segue “La prescelta e l’erede” e “La maschera e le tenebre”. Da circa un anno avevo in mente di leggerlo (l’ho pescato da Facebook ed ha subito attirato la mia attenzione) e finalmente, dopo quasi un mese dall’arrivo dell’ordine, ho avuto il piacere di gustarlo. Ma andiamo al punto: quello che penso di Jacqueline Carey, è che ha un dono che è più di un dono, definirlo un super potere potrebbe addirittura sembrare un eufemismo. Ogni pagina tesse una trama che lega personaggi, terre, tradimenti d’onore, divinità. Phèdre non cresce con i propri genitori, ma la sua educazione e istruzione è stata affidata a Casa Cereo, una delle tredici case di Terre D’Ange. Eppure all’interno di quella Casa nessuno riesce a vederla come più di una serva qualsiasi, nessuno vede quello che è realmente e sarà un uomo dall’alto lignaggio, Anafiel Delaunay, ad accorgersi della rarità che rappresenta: una prescelta di Kushiel. L’unico segno esterno evidente è una piccola macchia rossa nell’occhio sinistro, ma nessuno fino a quel momento aveva mai riconosciuto il marchio che distingue i prescelti di questa divinità (tra l’altro molto particolare) dal resto della gente. Dal momento in cui Phèdre verrà a far parte della casata Delaunay, affronterà le più improbabili peripezie, correrà rischi mortali, che tengono il lettore con il fiato sospeso. Questo favoloso mattoncino di circa 800 pagine sono come un portale attraverso cui accedere ad un mondo che ricorda molto l’antico Medioevo. Ed io avevo proprio voglia non di entrare, ma di tuffarmici in un mondo del genere. Molto, molto particolare il rapporto tra gli uomini e le divinità, in particolare Elua, che nel suo precetto fondamentale ha concentrato il senso stesso dell’esistenza umana: “ama a tuo piacimento”. E’ la lezione più bella che la Carey mi ha donato. Ama a tuo piacimento. Ci sta dicendo che la vita non ha regole complicate da seguire per vivere in armonia con il mondo, con noi stessi e con gli altri. E se tutti seguissimo il precetto del Beato Elua, nessuno conoscerebbe il significato del termine “violenza”. Nessuno si arrogherebbe il diritto di giudicare le scelte altrui. Se oggi ci guardiamo bene dal prossimo, e magari abbiamo già pensato come imbrogliarlo, come ferirlo, come difenderci, è evidente che l’emergenza più grande che stiamo affrontando -ma siamo troppo ciechi per accorgercene- attualmente non è una crisi pecuniaria (non è il caso di entrare in questioni politiche, divagherei e non è il caso), ma una crisi d’amore, di fede. Se ci fidassimo di più della nostra fede (una fede nella fede, passatemi il termine), questo cambierebbe molte cose. Molte di più di quante ne potreste immaginare. Quello che vedo io, non solo nelle realtà che frequento, ma anche sui social, è un generico clima di cinico pessimismo che risucchia ogni energia positiva insita in ciascuno di noi. Non per pura coincidenza, i casi di depressione, nevrosi, malattie psichiche (che si ripercuotono poi sul piano fisico: anoressia, autolesionismo, ecc.) stanno incrementando sproporzionatamente nel corso del tempo. Mentre, ne “Il dardo e la rosa” ogni personaggio vive un suo intimo rapporto con le proprie divinità, e conduce la propria vita con la consapevolezza dell’Amore che guida i suoi passi. Adesso, pensate che io, parlando di questo capolavoro, mi sono soffermata soltanto su un paio di aspetti, ma immaginate che avrei voluto inserirne almeno un’altra dozzina perchè credetemi, da molti spunti di riflessione, e ogni personaggio merita un approfondimento a sè che (visto quanto mi sto dilungando) va trattato a parte (e spero di aprire presto una rubrica dedicata ai personaggi dei romanzi). Un talento, quello della Carey (approfitto per dire che è entrata nel novero delle mie autrici preferite), che mi ha investita come una folata di vento inaspettata. Dico solo una cosa: leggetelo non sarete più gli stessi.

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