Quando siete felici, fateci caso – Kurt Vonnegut

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Febbraio è stato un mese intenso in cui ho scoperto un mare di autori da perderci davvero la testa. Vi parlo di Kurt Vonnegut, uno dei maggiori scrittori americani contemporanei. E’ un romanzo abbastanza recente di cui difficilmente non ne avrete sentito parlare. Ebbene, ciò che caratterizza Vonnegut è il suo modo di metterti davanti la verità. Senza inutili acrobazie logistiche. Il suo ultimo romanzo è una breve raccolta dei discorsi che l’autore stesso ha tenuto davanti alle sue platee di neolaureati. Sono discorsi che vanno a toccare tematiche importanti, ma lo fa con una leggerezza e una sottile ironia che rende piacevolissima la lettura. Ogni suo discorso alla sua folla di giovani freschi di laurea, ha qualcosa da insegnare. E il primo obiettivo di Vonnegut è proprio questo: lasciare il segno. Ha la consapevolezza della delicatezza del momento transitante fra il conseguimento di un titolo di studio quale la laurea, e l’inserimento all’interno del mercato del lavoro. Cosa vuole dire ai suoi ex-studenti? Beh, intanto “Congratulazioni!”. Poi, vuole dirgli che non importa se nella vita non riusciranno a diventare ciò che desiderano, se non conseguiranno alcun Premio Nobel, se non saranno ricchi e famosi, ma gli insegna ad amare la realtà più concreta che esista al mondo: la propria comunità. Ciò per cui viviamo, dice citanto Mark Twain, è la stima dei nostri vicini. E per guadagnarcela, non dobbiamo far altro che applicare le conoscenze acquisite all’università unite ai valori dell’onestà e dell’umiltà. Sono lezioni che vanno oltre i semplici sermoni formali, triti e ritriti. Vonnegut si apre ai suoi studenti con una franchezza amichevole tale da conquistarsi i loro cuori, oltre che quelli dei suoi lettori. La sua semplicità ci invita, in modo particolare, a non perdere di vista le cose che davvero sono importanti: brevi momenti di felicità, che può essere l’ombra fresca di un albero, il calore del sole primaverile o il sorriso di un amico. Essendo io stessa una studentessa universitaria, sento molto vicine le sue parole. Come quest’uomo abbia visto con i propri occhi la guerra, l’abbia vissuta in prima persona e possa scrivere in questo modo della pace, del futuro, è un quesito sospeso a cui cerco tutt’oggi di rispondere.

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1 Commento

  1. Ho avuto la tentazione di leggere questo libro già diverse volte. La tua recensione è molto bella e mi ha convinta. Dovrò leggerlo davvero!

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