Elogio alla follia- Erasmo da Rotterdam

Una lettura che da tempo avevo in programma e che è sbocciata in una giornata qualsiasi di primavera. Una delle tante giornate in cui i libri per gli esami reclamano l’attenzione che ostinatamente rivolgi alle cose più banali (“oh, un moscerino!), in cui gli impegni si accavallano ma tu fai finta di non sentirteli addosso. Insomma, una di quelle giornate in cui “Elogio alla follia” sembra calzare a pennello. Son sempre più convinta del fatto che non siamo noi a scegliere i libri da leggere, ma a sceglierci sono loro. E lo fanno (quasi sempre) al momento giusto, senza lasciare nulla al caso. Inutile dire che, come tutti i classici, lasciano dentro un’impronta che indelebilmente porterai addosso per tanto, tantissimo tempo. Al centro di un romanzo considerato una delle maggiori opere letterarie più influenti del mondo occidentale, presiede il tema principale “la follia”. Erasmo da Rotterdam (1469-1543), umanista e teologo olandese, condivise molti aspetti della critica di Martin Lutero, al punto di rifiutare il titolo da cardinale. Le allusioni al classico mondo greco rivelano lo stile di un uomo dotto del Rinascimento. Nell’intessere questo elogio, l’autore si serve di esempi che riprendono illustri filosofi (Socrate, Cicerone, Democrito), divinità (Giove, Mercurio, le Muse), senza lasciar fuori figure cristiane (Gesù, gli Apostoli, Santa Barbara, i cristiani stessi), e attraverso di essi viene dimostrata la grande importanza che la follia riveste nella vita degli uomini, dei santi, degli dei. Niente può essere considerato più stolto della “saggezza intempestiva” priva di ogni traccia di follia. E’ proprio la Follia, figlia di Plutos e della Freschezza, allevata dall’ignoranza e l’ubriachezza, a rallegrare la vita degli uomini, spazzando via l’esagerata compostezza che la renderebbe un’esistenza grigia e triste. La critica verso una Chiesa Cattolica pomposa e imponente che ama circondarsi di ricchezze e fastosità, emerge sotto forma di piccoli e apparentemente innocui riferimenti all’interno dell’opera: “A che scopo le ricchezze, se i cardinali fanno le veci degli Apostoli, che erano poveri?”. Sono domande che anche ai giorni nostri hanno un senso.  Il grande lavoro di Erasmo da Rotterdam è una lettura che ha rivoluzionato il panorama occidentale soprattutto cinquecentesco, ma che nei suoi tanti aspetti, non manca di attualità.

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3 commenti

  1. Ho amato alla follia i suoi primi libri, li ho comprati tutti, poi è peggiorata tanto che alla fine non li ho più comprati. La Yoshimoto di Kitchen mi piace molto, dopo no. I giapponesi comunque hanno uno stile che deve piacere.

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  2. Scusa ho sbagliato post! 😭

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  3. Non ti preoccupare! 😊
    Kitchen è tra i miei libri da recuperare, spero di leggerlo presto. E vedrò di recuperare anche qualcuno dei suoi primi romanzi.. Di letteratura giapponese ne ho ancora letta poca e devo rimediare! Grazie per la dritta 🙏

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