Il vecchio che leggeva romanzi d’amore- Luis Sepùvelda

sepulveda_vecchio0Di Sepùvelda mi innamorai da bimba, la prima volta che lessi “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. Scrittore cileno (naturalizzato francese), dotato di una fama internazionale e di un talento fuori dal comune, vincitore di premi e riconoscimenti tra i quali:

  • Premio della Critica in Cile (2001)
  • Premio “Primavera Fiction Prize” (2009)
  • Premio “Taobuk Award” per l’eccellenza letteraria (2014)

La sensazione che ho provato sfogliando e gustando “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” (Guanda Editore),nato qualche anno prima di me – fine anni ’80- è stata quella di rincontrare dopo tanto tempo un carissimo amico di vecchia data. Nonostante la giovanissima età, ricordo bene con quanta profondità Sepùvelda mi aveva segnato.  La letteratura latinoamericana è un campo per me ancora in fase di ispezione e approfondimento. L’occasione di aggiungere questo bellissimo romanzo alla mia libreria mi fu data durante l’intrepida escursione al Salone del Libro, due mesi fa. Alla modica cifra di 3 euro, grazie a Libraccio, ho recuperato un tesoro. E, fortuna volle che trovassi anche l’autografo. Naturalmente non è come presentarti davanti a lui, emozionatissima e drammaticamente euforica balbettando la richiesta di un autografo, ma la sua firma, ha per me un valore inestimabile a prescindere da ogni cosa. Il libro vede come protagonista Antonio José Bolìvar Proaño, un vecchio residente El Ilidio costretto a cercare ed uccidere un tigrillo (felino feroce) a cui hanno ucciso i cuccioli e per tale ragione ritenuto pericoloso per la gente del villaggio. Un tigrillo distrutto dal dolore della perdita più grande: quella dei figli. Cieca di odio, annienta gli uomini, uno per uno. Entrare in sintonia con il vecchio Antonio è stata questione di poche righe. E’ bastato il primo dialogo a farmi comprendere con che tipo di protagonista avevo a che fare: anni di dolori e fatiche lo avevano indurito, ma custodiva in sè la sensibilità di un bambino. Acuto, amante della lettura -aspetto che da solo basterebbe a regalare a quest uomo tutta la mia stima-, in particolare dei romanzi d’amore,  non quell’amore che tanto spesso accostiamo al piacere del sesso, ma “dell’altro tipo di amore. Quello che fa stare male”. Probabilmente l’esigenza di leggere romanzi che parlano di amori travagliati, carichi di pathos, nasce oltre dalla bonaria inclinazione anche da quell’amara sofferenza di cui lui stesso è stato preda e vittima, poiché la malaria portò via dalle sue braccia la giovane moglie poco dopo essersi trasferiti nella foresta. La vita, crudele per com’era, lo aveva privato di tutto l’amore che aveva. E l’escamotage per trascorrere una serena vecchiaia, lui l’aveva riscoperta nella passione per i romanzi d’amore. Credo che se tutti leggessimo più romanzi d’amore, avremmo maggiore consapevolezza dell’odio. Scorrerebbe meno sangue tra le strade, nei villaggi, nelle case. Ognuno di noi farebbe più attenzione ai sentimenti dell’altro. Qualunque effetto abbia la lettura, se tutti noi scegliessimo di vivere come il vecchio di cui Sepùvelda ci parla, il nostro sarebbe un mondo indiscutibilmente migliore. Una lettura che nella sua semplicità sa come rapire il lettore: consigliatissimo, cinque sfavillanti stelline vanno a favore di questo capolavoro.

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4 commenti

  1. Sono anche io una grande amante di Sepulveda.. e con mio grandissimo piacere anche mio figlio (sette anni) sta iniziando ad accostarsi a lui (con la Gabbianella e il Gatto, naturalmente, e con gli altri racconti della stessa serie).
    Il Vecchio che Leggeva Romanzi d’Amore l’ho letto due volte, in due fasi completamente diverse e distanti della mia vita, ed in entrambe l’ho apprezzato ed amato.

    Bello il tuo blog, ho intravisto parecchi autori che amo e titoli interessanti… passerò di nuovo a trovarti, magari in un momento più tranquillo visto che ora devo pranzare e correre al lavoro!

    Piacere di averti incontrata!!

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  2. Ricordo che “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” piacque tantissimo anche a me (nonostante il mio scarso feeling con la letteratura sudamericana!). Oltre a Bolivar, trovai apprezzabile l’atmosfera evocata da Sepulveda: quasi magica!

    Hai mai visto il film, per caso? Che ne pensi?

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    • Ancora non ho avuto l’occasione di vedere il film, purtroppo.. Spero di vederlo presto (e di non rimanerne delusa)!

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      • Guarda, non credo. Il film è molto bello e ho ritrovato le atmosfere del libro; nemmeno i piccoli cambiamenti di trama mi hanno disturbato.
        Antonio Bolivar è interpretato da Richard Dreyfuss, e scusa se è poco. 😉 Altri membri del cast: Timothy Spal e Hugo Weaving.

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