La Controvita- Philip Roth

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Nei cinque capitoli che compongono la struttura architettonica de “La Controvita” (The Counterlife, 1986), i personaggi descritti da Philip Roth (il quale si identifica con Nathan Zuckerman, suo alter ego presente spesso nei suoi romanzi di stampo autobiografico) vivono nel desiderio di stravolgimento delle proprie vite, insoddisfatti di quelle attuali. Autore del romanzo risulta dunque essere Zuckerman, scrittore del New Jersey e uno dei personaggi del libro. Ciò fa di esso un “romanzo nel romanzo”, un esperimento difficilissimo dal punto di vista narrativo e che pochi, davvero pochi sanno giostrare con la maestria di Roth. Troviamo uno Zuckerman che distorce gli eventi, gli ambienti, gli altri personaggi, dal parente più stretto al perfetto sconosciuto, ma non è affatto scontato che questa distorsione risulti essere volontaria considerando che potrebbe anche provenire dal suo peculiare modo di vedere e vivere ciò che gli accade, per cui di fatto questa distorsione non è altro che il frutto di una prospettiva differente non meno veritiera e valida di qualsiasi altra. E noi lettori, persuasi di una verità che Zuckerman ha magnificamente costruito e curato nei minimi dettagli, ci ritroviamo come se fino a quel punto avessimo dato retta ad un miraggio apparso dal niente e nel momento in cui a prendere la parola -o la penna- è Henry, suo fratello, ci ritroviamo come destati da un sogno, abbagliati, confusi -di una confusione che lascia senza fiato-, storditi. Questo è il termine esatto. A lungo ho cercato un termine che racchiudesse in sè l’insieme di sensazioni provocate da questa lettura. Mi sono sentita proprio così: stordita. Arrivati a questo punto è lecito domandarsi, dove sta la verità? Andiamo a monte,una verità esiste? Se sì, non ci è permesso conoscerla se non nelle ultime pagine. I personaggi vivono, interagiscono e si muovono in realtà contrastanti, mettono in discussione il proprio ruolo, Roth “gioca”, e anche Zuckerman lo fa  (teniamolo a mente, Roth NON E’ Zuckerman) ,con le loro personalità ed effettua uno svisceramento delle emozioni, dei pensieri, innescando temi che vanno dal sesso all’ebraismo, all’antisemitismo, alla paternità.  In particolare in “Giudea”, i temi dell’ebraismo e dell’antisemitismo hanno largo spazio, e la loro trattazione, sebbene avvenga con un certo calibro di serietà (non eccessivo, ma giusto) è  dotata di una dose minima di sarcasmo che non sfugge all’occhio del lettore e che probabilmente Roth ha inserito per il fatto di essere ebreo lui stesso, ma che non ami prendersi sul serio. Mi piace pensare che sia così. Il ritmo del romanzo è scostante, la lettura transita da un andamento lento ad un ritmo incalzante. “La Controvita” è un romanzo di altissima qualità letteraria, ma con un altrettanto alto livello di complessità. Proprio a causa di quest’ultima caratteristica non lo consiglio a tutti: se non si riesce ad individuare il senso e il contenuto del messaggio è una lettura che potrebbe rivelarsi tortuosa, eccessivamente faticosa. La lettura stessa perde di senso, della bellezza e della profondità estasiante propria dei romanzi di Philip Roth.
Cinque stelle al maestro. Anche sei, sette.
Plauso.
Chiude il sipario.

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6 commenti

  1. Amo Roth e questo libro….felice di averti incontrata

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  2. marinaraccanelli

    la tua scrittura è molto coinvolgente, limpida nonostante tu imprima un taglio approfondito – insomma, mi hai fatto venir voglia di leggere questo libro!

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    • Lieta di averti come lettrice! Scrivere su romanzi di una complessità del genere non è semplice. Provo ad estrapolare gli aspetti più interessanti da ogni lettura e offrire la stesura di una recensione che non risulti pesante e al tempo stesso non si riduca ad uno striminzito mucchio di impressioni personali… Conduco un’analisi che include aspetti sia oggettivi che soggettivi, trovo sia fondamentale per una giusta informazione.
      Grazie per tutto, un saluto!☺

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      • marinaraccanelli

        Grazie a te, è un piacere leggere le tue recensioni per chi si sente che hai uno spirito critico e idee chiare. Per me,ad esempio, risulta molto difficile uscire da un punto di vista strettamente personale. Buona domenica 🙂

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