La casa del sonno- Jonathan Coe

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Nei primi anni ottanta, Ashdown -“enorme, grigia e imponente- è abitata da un gruppo di giovani studenti. La vita di ognuno di essi è in un modo o nell’altro legata a Sarah, anch’essa studentessa. La cura di ciascun personaggio è la prova di quanto Jonathan Coe si sia lasciato trasportare dalla sua stessa storia, foggiando ogni singola personalità come un abito su ogni figura, stimolando l’energia empatica del lettore. I capitoli del libro si alternano seguendo due linee del tempo differenti: una riguarda gli anni ’83-’84, l’altra riguarda il 1996. Stessi personaggi, stesso luogo, ma tempi e condizioni differenti. “La casa del sonno” è il titolo di un romanzo di cui il romanzo stesso parla, a cui Sarah -la protagonista- è particolarmente legata. Ma è chiaro che il significato del titolo non si ferma a questo. La casa del sonno potrebbe benissimo indicare la casa che i giovani studenti condividevano ad Ashdown prima di prendere ciascuno la propria strada: la stessa casa che anni dopo il loro trasferimento diverrà una clinica per curare le malattie del sonno. Alcuni dei personaggi vivono un particolare rapporto con il sonno, questa condizione che ci omologa, ci rende tutti uguali, innocui, indifesi. Sarah è narcolettica; Gregory trova attraente osservare qualcuno che dorme; Terry è capace di stare sveglio settimane intere. Il tema prevalente sembra essere abbastanza chiaro, ma si accompagna di altri temi altrettanto importanti, che Coe introduce con maestria: amore, amicizia, malattia, sono tutti aspetti che ci riguardano da vicino… Amare, socializzare, lottare contro il male, sono cose che facciamo naturalmente proprio come dormire.
Una cosa che ho trovato davvero originale è statala suddivisione dei capitoli in base alle varie fasi del sonno: Fase 1, Fase 2, Fase 3… Fino al sonno REM. E il libro sembra voler seguire lo stesso ritmo di queste fasi, ciascun capitolo adotta gli stessi meccanismi e chi legge si sente coinvolto in maniera sempre più intensa ma quasi inconscia, come se scivolasse dolcemente nel torpore del sonno. Ma al suo risveglio sentirà di non essere più la stessa persona.
Consigliato? Decisamente si.

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2 commenti

  1. Ho amato questo libro e a distanza di anni continuo a consigliarlo a tutti!

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  2. Una lettura che si presta ad essere coinvolgente ed originale mi ispira sempre molto, un pensierino penso che lo farò senz’altro grazie del consiglio!

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