Dalle rovine – Luciano Funetta

Dunque, dunque, dunque… Dopo mesi di torpore causa studio, tesi, e laurea giunta qualche giorno fa -abbiate pietà, per me l’estate sta iniziando solo adesso!-, finalmente inauguro la stagione dedicata alle letture estive. Da buona seguace dei booktubers più amati e visti da noi lettori, ho approfittato di un’offerta imperdibile su Libraccio.it per acquistare il primo (di una lunga serie) di pubblicazioni di casa Tunuè, collana Romanzi. Stiamo parlando del romanzo dell’esordiente Luciano Funetta, “Dalle Rovine”.

Funetta, originario di Gioia Del Colle, mette nero su bianco una storia dal gusto particolare: come suggerisce la copertina (fighissima!), Rivera nutre una smisurata passione per delle creaturine chiaramente poco innocue ma affascinanti, ipnotizzanti, ammalianti. Serpenti provenienti da ogni angolo del pianeta, dai colori sgargianti, esotici.
Proprio da questa passione nascerà la collaborazione con il resto dei personaggi e l’idea che porterà Rivera ad entrare nel mondo del cinema pornografico.
Le vicende narrate da Funetta in questo suo primo romanzo propongono delle questioni relative proprio alla pornografia: c’è chi, ad esempio, non giustifica gesti estremi per la registrazione di scene violente e dichiara che la più stupida azione umana è produrre arte. C’è chi invece realizza la propria filmografia puntando su scene di estremismo e violenza, circondandosi di registi visionari e riuscendo a non travalicare quei limiti imposti che porterebbero alla censura. Ciascun produttore dona all’interno della storia la propria concezione di cinema e di pornografia e ciascuno di loro ha seguito un percorso diverso che lo ha portato alla fama e alla successiva perdizione.

Rivera, protagonista solitario e riflessivo, si ritrova coinvolto nella vita professionale ma soprattutto emotiva di ognuno di loro, si muove nella trama con fare camaleontico. La lettura del romanzo risulta piuttosto scorrevole, Funetta si destreggia con disinvoltura con le descrizioni di personaggi e vicende, i colpi di scena sono pochi ma efficaci. Sul finale avrei da dire la mia, ma non voglio sottrarvi il piacere di gustarvelo.
Un libro oscuro e per certi versi inquietante, narrato da voci ignote, ombre che seguono Rivera ovunque egli si trovi. Se vi incuriosisce e desiderate leggerlo… seguite l’istinto.

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