Il grande animale – Gabriele Di Fronzo

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“Ho fatto esperienza che qualunque cosa non si voglia perdere va innanzitutto vuotata, bisogna fare spazio, sgomberare, portare via quello che c’era in precedenza, occorre sempre togliere: solo così, ciò che altrimenti subito scomparirebbe, rimarrà nostro per sempre.”

Recita così l’incipit de “Il grande animale”, romanzo d’esordio di Gabriele Di Fronzo edito da nottetempo. Entrato con un romanzo che, per essere un esordio, considero piuttosto maturo e ben strutturato, Di Fronzo  in poche pagine (appena 160), racconta un pezzo di vita di tal Francesco Colloneve. E non un pezzo qualsiasi, ma uno piuttosto delicato. Colloneve è un tassidermista. Il mestiere consiste nell’imbalsamare gli animali. E ciò non si limita all’atto di donare loro un aspetto quanto più realistico e vivo possibile, ma un buon tassidermista va’ oltre.
Egli dona eternità alle cose, fa’ si che il tempo non scorra su di esse. Colloneve descrive con minuzia questa pratica che richiede pazienza, precisione e un giusto distacco dalla morte. Ma la quotidianità di Francesco viene scossa nel momento in cui egli si trasferisce dal padre per tenergli compagnia e percorrere insieme gli ultimi metri di vecchiaia e malattia che lo separano dalla morte. Nei pochi mesi di quella convivenza, padre e figlio trascorrono il tempo scavando in un passato doloroso. In superficie, emerge la violenza del padre nei confronti di Francesco bambino. Tuttavia, tirando le somme, si fatica a stabilire, tra le ferite fisiche e quelle psicologiche, quali siano state le più gravi inferte.
Ma ora a Francesco non importa. Il padre è vecchio, nei suoi gesti e nel suo innocuo stato di fragilità, non riesce a rinfacciargli nulla, non riesce ad incolparlo, nonostante si legga una profonda amarezza nella sua coscienza di figlio ferito e privato della sua infanzia. Di Fronzo si interroga sul complicato rapporto padre-figlio, e lo fa mettendo a confronto passato e presente.

Ma Colloneve, che per mestiere conosce bene la morte e tutti gli aspetti che ne riguardano, per la prima volta si trova impreparato al decesso del padre. E le cose… prenderanno una piega piuttosto inaspettata.
“Il grande animale” soddisfa ogni più ambiziosa aspettativa, è una lettura che lascia il segno, ed è adatta per chi vuole immergersi in una storia grottesca e dal gusto particolare.

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