Quando ero divertente – Karine Tuil

5b05a8c6969f902f4ce19d40dbde59a9_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy

Quand j’étais drôle (titolo originale dell’opera) viene pubblicato nel 2005 in Francia e soltanto tre anni dopo la Voland lo inserisce nel suo catalogo. Autrice del romanzo è Karin Tuil, scrittrice di origine parigina. Tradotto da Emanuela Pettinelli, Quando ero divertente è la tragicomica storia di Jérémy Sandre, umorista francese sotto processo per omicidio. Karine Tuil si cala perfettamente nei panni di Jérémy attraverso una scrittura altalenante tra la satira e il dramma, raccontando in prima persona i retroscena del delitto commesso partendo dal maldestro tentativo del protagonista di far fortuna in America. Di fatto, Jérémy Sandre (diventato Jerry Sanders) viene travolto insieme alla sua carriera e alla sua fama dal clima francofobo di New York, luogo in cui ha origine la catena di sventure che vede il suo culmine con l’uccisione di Alain Venet, vecchio amico e collega.
Jérémy è comico, padre, figlio, compagno e amico. Ma è un comico ormai fuori tempo e fuori moda, un padre assente e irresponsabile, un figlio bugiardo e affabulatore, un compagno inaffidabile e un amico che  vuole stare quanto più possibile lontano dai guai altrui. Jérémy non riesce ad accettare i suoi insuccessi e affronta la crisi della sua carriera trascorrendo le sue giornate nell’ozio, giocando a poker, perdendo quel poco denaro a disposizione. Perde dunque soldi, perde l’amore della sua vita, perde la fama e – peggio di ogni altra cosa – perde la fiducia in sé stesso. Diventa passivo, ansioso, cinico. In fondo cosa c’è di più triste di un clown che perde il suo sorriso?
Il fallimento americano porta Jérémy ad invidiare il successo, il carisma e l’ambizione dei suoi colleghi, in particolare Alain. Tornato in Francia, Jérémy accetta di lavorare – in assoluto anonimato – per lui, scrivendo sketch e suggerendo delle gag d’effetto da raccontare ai suoi show. Tuttavia, la rabbia covata dallo sfortunato comico per il suo ingrato compito unita ad un provocante atteggiamento di Alain, questa collaborazione cessa presto e porta Jérémy nell’aula di un tribunale, costretto ad interpretare l’ultimo ruolo della sua carriera. Quella di vittima.
Andando a fondo nella storia, si instaura un invisibile legame empatico col personaggio e a fatica si riesce a biasimarlo per le sue scelte di vita. La ragione del lettore a conoscenza di tutti i fatti precedenti al reato, inclusa l’infanzia e il contesto familiare in cui il comico ha vissuto, lo conduce ad una parziale (se non addirittura totale) giustificazione delle azioni dello stesso.

Romanzo leggero, non impegnativo anche se a tratti lento. Molto divertente in alcuni punti, in altri mostra un umorismo forzato. Lettura sommariamente piacevole, ma non una delle migliori.

Buona lettura e al prossimo libro!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...