Paesi tuoi – Cesare Pavese

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Pubblicato nel 1941, “Paesi tuoi” rappresenta la prima pubblicazione in prosa di Pavese. Con questo breve romanzo (85 pagine), Cesare Pavese si confronta con sé stesso ma anche con la scrittura del tempo. E’ la sua prima prova, e in pochi sarebbero disposti a negarne l’eccellente riuscita.

Berto e Talino, protagonisti di “Paesi tuoi”, appena usciti di prigione cercano di immaginare il ritorno alla propria normalità che avevano lasciato fuori dalle alte mura. Talino è originario di un paese di campagna non molto distante da Torino, mentre Berto vive in centro città. I caratteri dei personaggi, ben delineati e descritti da Pavese, sono il riflesso perfetto dell’ambiente in cui sono cresciuti e a lungo hanno vissuto. In qualche modo, Talino riesce a convincere il suo compagno a trasferirsi in campagna per lavorare nella sua campagna come macchinista. Berto sente profondamente la mancanza della vita di città. Tuttavia, non disprezza gli incantevoli paesaggi naturali che gli si stagliano davanti, i rumori della sera, la fatica del lavoro contadino.
Inoltre, ad ad attenuare l’amara nostalgia di casa, interviene Gisella (la sorella più piccola di Talino). Tra i due scatta una chiara complicità, ma c’è qualcosa di oscuro celato in lei, la storia di una violenza subita tra le mura domestiche che travolgerà Berto come un’onda improvvisa. Quello sarà l’inizio di una tragica fine.

Oggi a ventiquattro anni, scoprire Pavese mi rende un po’ più consapevole dell’immenso patrimonio letterario italiano, nonché del fervore intellettuale di quegli anni, apparentemente annebbiato dalle difficili condizioni della guerra.
Lo stretto rapporto di Pavese con la natura e le langhe, si evince in “Paesi tuoi” in tutta la sua limpidezza. Ogni paesaggio sembra un dipinto messo davanti ai nostri occhi per essere ammirato nei colori, nei suoni naturali e negli odori. Pavese non racconta solo una storia, ma crea un’esperienza sensoriale che davvero pochi altri scrittori al mondo riescono ad eguagliare.
Ma “Paesi tuoi” non vuol dire solo godere degli scorci naturalistici regalatici da Pavese. “Paesi tuoi” è sofferenza per la ferocia che viene fuori in alcune scene drammatiche e struggenti del racconto. Questa crudezza, espressa con un linguaggio essenziale e scarno, lascia attoniti. Ci si rende conto del lato bestiale dell’uomo, quello privo di civiltà e di raziocinio, quello in cui l’istinto prevale su ogni altro aspetto.

Ottantuno anni fa, questo romanzo suscitava forti reazioni per via dei temi trattati (dall’incesto alla violenza) e del linguaggio forte, espressione di un carattere forte e non a caso resta uno degli scrittori e dei poeti più amati in Italia.

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